
La pubblicistica fissa una data per la nascita di quella che conosciamo come la ‘primavera araba’. “ …
17 dicembre 2010. E un luogo: Sidi Bouzid, nel centro della Tunisia. E un nome: Mohamed Bouazizi, l’eroe. Una storia del primo decennio del XXI secolo che figurerebbe benissimo in un nuovo ciclo delle Mille e una notte: l’umile mercante di verdure che ha sconfitto il tiranno che viveva tra gli ori del suo palazzo, circonfuso delle prosternazioni dei visir e gli omaggi dei re stranieri…”
Da allora molto è accaduto: Tunisia, Egitto, Libia....un vero tsunami ha colpito regimi solo all'apparenza granitici. Si tratta di una verità o la primavera araba è una ennesima illusione in un contesto, quello arabo nordafricano, che di rivoluzioni senza sbocchi democratici ne ha conosciute tante? Ma poi come si insedia il concetto della democrazia in queste realtà? In fondo, con tutte le differenze dei singoli casi, tutti i dittatori scalzati dalle rivolte o ancora in bilico sembravano essere prodotti di speranze di cambiamento. Questo ed altro ci si chiede nel Primo Piano del fascicolo 107 di Quaderni Radicali che fra gli altri contieni testi di Giuseppe Rippa, Anna Mahjar Barducci, Emma Bonino, Silvio Pergameno, Khalil Al-Marzooq.
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